| Assogestioni: la riforma della previdenza è stata fallimentare per i giovani |
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| di ioPrevidenza | |
| lunedì 05 ottobre 2009 | |
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Lo stato della previdenza complementare in Italia è molto lontano da quello che ci si attendeva: il sistema è stato sfruttato da chi ne aveva meno bisogno, con un tasso di adesione nettamente al di sotto delle aspettative soprattutto per i giovani e le fasce deboli. E’ il giudizio del presidente di Assogestioni Marcello Messori, espresso a una audizione alla Commissione Lavoro del Senato. “Lo stato e la dinamica delle adesioni lasciano emergere una situazione assai lontana da quella auspicata e attesa”, ha detto Messori, riferendosi al tasso di adesione raggiunto dopo due anni dall’entrata in vigore della riforma della previdenza complementare: il 21% a dicembre 2009, quando le stime del Governo prevedevano il 55% circa. “In Italia la previdenza complementare è stata adeguatamente utilizzata da chi ne aveva meno bisogno, è quindi urgente correggere una situazione così distorta, ha proseguito Messori. Tenendo conto delle uscite dal sistema, nel 2008 il numero totale degli iscritti è cresciuto di appena 290.000 unità, ossia meno del 6,5% rispetto all’anno precedente e, per giunta, una quota non trascurabile degli iscritti non versa da tempo alcun contributo.” Il presidente di Assogestioni si è detto particolarmente preoccupato del basso livello di adesione tra i lavoratori più giovani. “La previdenza complementare italiana ha avuto un discreto successo di adesione e di gestione per quella fascia più stabile di lavoratori dipendenti che, data la loro età, otterrà comunque un elevato tasso di sostituzione dal primo pilastro pubblico, mentre è stata fallimentare per le fasce più deboli e più giovani di lavoratori, che non potranno vivere decorosamente l’età post-lavorativa in base alla sola pensione pubblica.” |
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| Ultimo aggiornamento ( lunedì 05 ottobre 2009 ) |
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